La scuola elementare dove sono andata a votare il 13 giugno (ricordate il referendum?) aveva le pareti tappezzate di cartelloni realizzati dagli alunni. Manifesti colorati e disegnati o decorati con materiali riciclabili su diversi temi:
ecologia, pace, uguaglianza, accoglienza, Unità d’Italia e via discorrendo.
Mi sono soffermata su alcuni cartelloni disegnati dalle classi di V
elementare che esprimevano nella forma del disegno il luogo di svago
ideale: parchi pieni di verde, bimbi che scorrazzano liberi, altri che
vanno in altalena, altri ancora che giocano a pallone.
E sono rimasta colpita dall’abilità e dall’attitudine al disegno che fa capolino già in tenera età. Chissà
che un domani alcuni di loro non firmeranno qualche albo illustrato…
Lungo il corridoio, invece, alcuni cartelli dal titolo “Da grande vorrei fare…”
Questi erano stati realizzati da bambini più piccoli, che non avevano
ancora imparato a usare la penna con disinvoltura. Si vedeva la
scrittura incerta, le zampe delle lettere fuori dalle righe, i caratteri
enormi e non uniformi.
Eppure alcuni di loro avevano le idee chiare: “Voglio fare la
cavallerizza e prendermi cura del mio cavallo”, “Voglio fare il
pasticcere come il mio papà”, “Non voglio fare niente”!
L’astronauta, ho scoperto, non va più molto di moda, mentre il pompiere è sempre in auge.
Tra i mestieri più ambiti, a sorpresa, l’etologo.
Che i bambini abbiano un canale preferenziale nella comunicazione con
gli animali non v’è alcun dubbio, e forse è per questo che tanti di loro
vorrebbero da adulti intraprendere questa professione.
Ma cos’è l’etologia e cosa fa l’etologo? E come ci si diventa?
Ai curiosi suggerisco l’interessante libro Consigli a un giovane etologo (Franco Muzzio Editore, 2003, collana Nature) firmato da Enrico Alleva –
dirigente di ricerca in biologia del comportamento e direttore del
Reparto di fisiopatologia comportamentale presso l’Istituto superiore di
sanità – e la giornalista Nicoletta Tiliacos.
Ciò che piace di questo vademecum destinato ad aspiranti etologi, ma
anche a chi è mosso dalla passione e dalla curiosità per gli animali, è
l’armonia che si crea, capitolo dopo capitolo, tra le due voci narranti.
Ciascun capitolo ha un cappello introduttivo ‘teorico’ che spiega i
rudimenti dell’etologia seguito da racconti di esperienza diretta
dell’etologo (sul campo o in laboratorio o nei corridoi degli istituti o
in viaggio) narrata nella forma di aneddoti sicuramente fuori
dall’ordinario (dal pasto del pitone nella giungla tropicale alla
giovane prostituta esperta di donnole sulla via Tiberina).
Come sostengono Alleva e Tiliacos, ogni etologo “ha un animale
fondamentale nei suoi pensieri, che gli farà da guida, da filo
conduttore, da nume tutelare; che diventerà, o meglio, gli si rivelerà,
col progredire degli studi come un totem. Un giorno, forse, cambierà
totem ma ben difficilmente ne avrà due insieme. […] La passione
ecologica, come l’amore vero, mal tollera dualità di oggetto.”
È noto l’amore di Lorenz per le taccole e le oche selvatiche, di Von
Frisch per le api e di Celli per i gatti, per citare qualche esempio.
E tu, aspirante etologo, hai già trovato il tuo animale totem?
di: Enrico Alleva, Nicoletta Tiliacos
ISBN13 9788874130740